Ikea guida la classifica dedicata al Retail. Non solo promozioni sui social network ma anche dialogo e interazione con gli utenti.
Disponibile da oggi il report riguardante il settore “Retail” dell’osservatorio “Brands & Social Media. Osservatorio su 100 aziende e la comunicazione sui social media in Italia”.

Milano, 12 aprile 2012 – OssCom, Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica, e Digital PR, agenzia di consulenza e strategie di comunicazione online, presentano il quarto report di “Brands & Social Media. Osservatorio su 100 aziende e la comunicazione sui social media in Italia” relativo al settore “Retail”. Nel report vengono analizzate le attività di comunicazione corporate sui social media di venti catene di negozi attive a livello nazionale e che vendono prodotti afferenti a diverse categorie merceologiche (abbigliamento, abbigliamento sportivo, editoria & multimedia, consumer electronics e bricolage & arredamento).
La ricerca ha permesso di stilare una classifica delle aziende selezionate che hanno attivato forme di comunicazione sui social media. I criteri di redazione della classifica tengono conto sia dell’investimento in termini di comunicazione (come ad esempio la frequenza di aggiornamento dei profili e la loro personalizzazione), sia dell’interazione degli utenti (come attestano il numero di commenti e di like ai wall post su Facebook o i retweets su Twitter). In questo modo sono state valorizzate sia le strategie comunicative aziendali di tipo multi-piattaforma sia quelle mono-piattaforma che utilizzano in modo intensivo soltanto uno o due strumenti di social communication.
Leader della classifica è Ikea. Il brand svedese conquista il vertice attuando una strategia di comunicazione multipiattaforma intensiva (utilizza infatti Facebook, Twitter e YouTube mentre non ha un blog per il mercato italiano) in cui spiccano gli elevati tassi di interazione degli utenti ai contenuti pubblicati dall’azienda. I primi cinque gradini della classifica sono occupati dopo Ikea da, Media World, La Feltrinelli, Euronics e Fnac. Si tratta di aziende che attuano una strategia analoga a quella di Ikea pur senza raggiungere i medesimi risultati.
In continuità con il report precedente, dal punto di vista delle piattaforme si assiste al consolidamento di Twitter e YouTube accanto alla presenza stabile di Facebook che appare ormai un punto di passaggio obbligato per le aziende che vogliono comunicare sui social media. Delle venti aziende selezionate quattordici, infatti, risultano attive sui social media per il mercato italiano. Di queste, tredici hanno una pagina su Facebook, undici un profilo su Twitter e altrettante su YouTube. Non si deve poi dimenticare che per il periodo di rilevazione non sono stati in assoluto rilevati i profili solo di due aziende (Semeraro ed Expert) mentre Foot Locker, H&M e Zara hanno profili ma internazionali e Mondadori Multicenter ha una pagina Facebook che non è stata considerata poiché non aggiornata nel periodo di analisi (febbraio 2012).
Nel mercato italiano risultano, quindi, più attivi i settori arredamento & bricolage, editoria & multimedia, consumer electronics, mentre il settore abbigliamento si concentra maggiormente sul mercato internazionale e quello dell’abbigliamento sportivo si ritaglia una visibilità più contenuta puntando comunque a presidiare tutti i social network.
Un dato in controtendenza è la presenza di diversi blog aziendali, attivati da quattro aziende (BricoCenter, United Colors of Benetton, Fnac e La Feltrinelli) utili a veicolare contenuti in modo più descrittivo rispetto al sito o ai social network anche se non appaiono movimentanti altrettanto intensivamente come questi ultimi.
“Il settore Retail è fortemente attivo nella comunicazione al consumatore e si riscontra un considerevole investimento sui social media. La ripresa del blog e il consolidamento di Twitter e YouTube fanno pensare al fatto che le aziende abbiano compreso sia le specificità di ciascun social media sia la necessità di presidiarli con linguaggi e contenuti propri. I dati molto positivi relativi all’interazione degli utenti fa percepire anche una diffusione sempre più ampia dell’utilizzo dei social media nella popolazione italiana che sta imparando a relazionarsi con le aziende di riferimento anche attraverso questi canali”, commenta Fausto Colombo, direttore di OssCom.
“Il settore Retail – aggiunge Nicolò Michetti, Amministratore Delegato di Digital PR - è uno dei più vari e vivi tra quelli finora analizzati. La sfida delle aziende che operano in questo comparto è utilizzare i social media non solo in termini di branding, attraendo e fidelizzando i consumatori, ma anche per ingaggiare in modo proattivo gli utenti, stimolandoli a contribuire, e per supportare la presenza sul territorio indirizzandoli sui punti vendita. Le aziende italiane stanno raccogliendo la sfida, con risultati talvolta eccezionali e con un impegno che non possiamo fare a meno di incoraggiare”.
La ricerca, prima nel suo genere, si propone di analizzare le iniziative di comunicazione nei social media in Italia da parte di 100 aziende top nazionali ed estere distribuite su cinque settori (Consumer Electronics, Automobili, Banche/Assicurazioni, Retail e Servizi) attraverso una mappatura analitica delle loro attività sui social media. Il prossimo report, dedicato ai Servizi sarà rilasciato all’inizio di maggio.
Sono stati oggetto di analisi solo i profili aziendali ufficiali istituzionali in lingua italiana di cui sono stati rilevati parametri finalizzati a comprendere il grado di esposizione delle aziende sui social media; la coerenza delle iniziative proposte; l’identificazione degli spazi e delle modalità di interazione con gli utenti e lo stile comunicativo.



